Danese Milano

La storia di Danese Milano è un racconto di cultura materiale, di funzioni suggerite, di pedagogie discrete e di pratica bellezza. L’eredità dei fondatori, con il lavoro svolto da Bruno Munari, Enzo Mari, Angelo Mangiarotti e Achille Castiglioni, si ritrova nel catalogo dove prosegue con i progetti di Matali Crasset, Elliot Erwitt, Marco Ferreri, James Irvine, Naoto Fukasawa, Martì Guixè, Jonathan Olivares, Paolo Rizzatto, Francisco Gomez Paz, Jean Nouvel e BIG.
Sin dalla sua fondazione negli anni ’50, da parte di Bruno Danese e Jacqueline Vodoz, Danese Milano è un’azienda che dà valore allo spazio. Lo fa con un catalogo di oggetti dirompenti. Lo spirito del tempo e la centralità dell’essere umano si riflettono nell’importanza che l’azienda assegna alla scelta degli autori che coinvolge. La qualità dei materiali che applica e la sintesi di forme raggiunte finora trascendono la stagionalità. La creazione di archetipi per la casa e per l’ufficio come la volontà di progettare oggetti contemporanei la cui innovazione non si diluisce nel corso della storia è il solco che Danese continua a tracciare ancora oggi: con la direzione artistica di Giulio Iacchetti Danese prosegue questo percorso affrontando i diversi registri del progetto, dalla piccola serie alla dimensione industriale, senza perdere la spinta creativa né la versatilità di applicazioni in diversi contesti d’uso.

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